RECENSIONE: Mytilus Dei – La Congiura Delle Cozze

Nadia, una dottoranda residente a Trieste, è convinta di avere tra le mani la ricerca che darà una svolta alla sua carriera: da qualche tempo strani battiti regolari vengono captati in molte aree del golfo e all’evento, già di per sé insolito, si aggiungono anche i comportamenti anomali della fauna e della flora marina. Nessuno a parte lei sembra prendere sul serio il fenomeno, così Nadia è costretta a rivolgersi a un’anziana professoressa ormai ritiratasi da anni; l’ultima speranza per venire a capo del mistero. Ma Nadia si sbaglia quando pensa di essere la sola a interessarsi al fenomeno, e ben presto si troverà invischiata in un complotto che vede protagoniste le cozze di Trieste, e una strana setta che venera i mitili come divinità.

Devo essere sincero, ero un po’ in dubbio sul fare o no questa recensione. Non tanto per la qualità del libro (parliamo pur sempre di un Vaporteppa), quanto per la sua stranezza. Una stranezza che mi aveva spiazzato e che ha avuto inizio ancora prima che lo comprassi; non riuscivo a capire di cosa parlasse, la sinossi mi era sembrata avara di risposte, non avevo la minima idea di cosa aspettarmi. Eppure eccoci qui, alla fine ho capito che la stranezza non era solo una mia impressione, ma un tema implicito del libro stesso.

Un’altra ragione, di rilevanza minore ma che nell’insieme ha influito, era il fatto che io a Triste ci sono stato poco, e non ho avuto modo di cogliere quella stranezza che a quanto pare è parte stessa del tessuto culturale del luogo, e che invece nel libro viene comunicata molto bene (come lo so? Semplice, leggo le recensioni altrui).

Diverso per quanto riguarda il mondo universitario e in special modo quello dei ricercatori, dove se non altro qualche informazione ho potuto raccoglierla nel corso degli anni, e so bene quanto sia difficile per loro emergere (ma anche solo campare, vista la carenza di finanziamenti e le spese per la pubblicazione di una singola ricerca). Nadia, la protagonista dell’opera di Stefano Franzini, è proprio una di questi ricercatori, e la sua scoperta potrebbe davvero farle ottenere un posto di ruolo, non fosse che la sua strada si incrocia con quella della setta dei mitili, quest’ultima intenzionata a ostacolarla per motivi che scoprirete leggendo.

Proprio questo spunto narrativo mi ha dato dei problemi durante la prima metà del libro, perché se è vero che Vaporteppa ci ha abituati a trame stranissime, queste sono anche contraddistinte da uno sviluppo all’insegna delle trovate creative, dei colpi di scena, degli stravolgimenti dei classici topos. Mytilus Dei si sviluppa invece su un binario abbastanza prevedibile, e un lettore con un minimo di esperienza (che magari si è letto un paio di romanzi sull’argomento) non ci metterà molto a indovinare dove la trama andrà a parare.

Persino l’elemento grottesco, che di solito in Vaporteppa è preponderante, qui viene limitato ad alcune scene. Di bizzarri sono soprattutto i personaggi secondari, che però, a detta dello stesso autore, sono parte integrante della realtà Triestina; non quindi una sua creazione, ma piuttosto il frutto di un’esperienza vissuta sul posto.

A leggere la recensione, può sembrare che io stia bocciando il libro, ma ormai dovreste conoscermi e sapete che non ci troveremmo qui se non fosse che a una certa il libro subisce una svolta. Stavolta accade nel midpoint.

Superato lo scoglio (metafora ricercata), la seconda metà del libro fa emergere trovate narrative e relazioni tra i personaggi finalmente più interessanti. Si comincia anche a districare il mistero legato alla setta, e le spiegazioni che l’autore ci fornisce ci fanno intuire quanto non vedesse l’ora di mettere su carta le sue intuizioni. A voler rigirare il coltello nella piaga, devo aggiungere che ho trovato i colpi di scena meno intensi di quanto avrei voluto e il climax un po’ sotto tono. Ma me li sono fatti andar bene, soprattutto se penso che la risposta che collega tutti i punti, e che viene fornita nel finale, saprà spiazzare la maggior parte di voi e a far prendere una sonora cantonata a chiunque pensasse di avere già capito tutto.

Per cui: prevedibile la prima metà, molto più frizzante la seconda. Anche se rimangono alcune questioni aperte che forse avrei voluto fossero spiegate meglio.

I più attenti avranno notato che non ho speso parole per lo stile, ma perché Vaporteppa ormai ci ha abituato a una Scrittura Immersiva pulita e scorrevolissima, con forse qualche passaggio poco chiaro (e per quanto ne so potrebbe essere pure colpa mia), ma che in buona sostanza non guasta la piacevolissima esperienza di lettura.

Non sarà il miglior Vaporteppa che abbia mai letto, ma per un appassionato di letteratura weird (e in special modo quelli del weird abissale a la Lovecraft) è un libro che sa divertire e che ha pure qualcosa da dire.

LINK AL LIBRO: Mytilus Dei – La Congiura Delle Cozze


IDEE: L’idea dietro alle cozze e alla setta che le venera è fuori di testa, come anche l’utilizzo creativo dell’ambiente e la spiegazione dietro alla mentalità dei Triestini. Per buona parte del libro è parecchio prevedibile. La soluzione del mistero è fantastica.

STILE: Molto buono e scorrevole come da tradizione Vaporteppa. In alcuni passaggi ho avuto dei problemi che mi hanno costretto a tornare indietro e rileggere.

INTRECCIO: Ricco di cliché nella prima metà, più creativo nella seconda. Il climax è così, così.

VOTO SOGGETTIVO: Promosso per la facilità di lettura e per le idee originali, anche se ci sono Vaporteppa più emozionanti.

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