
Mia è una ragazza impacciata e insicura che nasconde dentro di sé un passato di abbandono e solitudine. Un giorno, durante una festa per la partenza di una cara amica, un’innocente seduta spiritica con una tavola Oujia si trasforma in un incubo quando Mia si convince di avere evocato qualcosa; un’entità maligna che inizia a perseguitarla e a violentarla nei sogni. Quello che sembra solo il risultato di un gioco finito male, però, affonda le sue radici proprio nel passato di Mia, e le motivazioni del mostro forse sono più complesse della semplice fame di carne femminile…

È strano per me scegliere di parlare di questo romanzo breve. Ho deciso di leggerlo spinto soprattutto dalla curiosità, perché si trattava del primo Porno-Horror a cui mi approcciavo (un genere che, in realtà, non è nemmeno tanto esplorato nel panorama italiano), e non sapevo cosa aspettarmi.
Sappiamo tutti cosa si dice del porno, cioè che la trama sia solo un pretesto per mettere in scena sequenze esplicite distanti dalla realtà quanto lo è, che ne so, Giove dalla Terra. E non ho problemi a riconoscere che si tratta di un’affermazione corretta. Del resto un porno, che sia live-action o hentai, non lo si guarda certo per la trama…
Allo stesso tempo, il genere horror, specialmente quello moderno, è contraddistinto da contenuti che si classificano a loro volta come elementi pornografici: l’indugiare insistente ed esagerato su dettagli splatter, sulla violenza, sul grottesco, che tanto più sono esagerati, tanto più fanno la gioia dell’appassionato di turno.
Quindi, una storia che si presenta come un connubio tra questi due generi estremi, ha di per sé un fascino che potrebbe intimorire i lettori meno avvezzi alla narrativa underground, e che invece ha suscitato il mio interesse proprio per la curiosità di vedere cosa ne sarebbe uscito.
Quello di cui inizialmente ero sicuro era che non lo avrei recensito, perché si trattava di un romanzo molto breve, perché si trattava di un esperimento molto audace, e anche perché non mi aspettavo granché dalla sua lettura.
E invece eccoci qui, ciurma, e mi tocca ammettere che mi sono sbagliato, e che anch’io che mi vanto di avere un piglio oggettivo, alla fine sono caduto nel facile pregiudizio sottovalutandone il contenuto. Perché Mia di Debora Parisi, pubblicato dal portale Scheletri ebook è in realtà una storia dalle solide basi, e scritta anche molto bene.
La trama sfrutta adeguatamente lo spazio a sua disposizione per presentarci anzitutto il personaggio di Mia, facendoci comprendere il suo dramma umano. È una ragazza che soffre, che si sente sola e insignificante, ma senza cadere mai nel patetico. Entriamo subito in sintonia con lei e ci preoccupiamo di quello che le sta succedendo.

Qui entra in gioco anche una sensibilità che non avrei pensato di trovare, e che è stata tra le prime cose che mi hanno fatto capire che questo Porno-Horror non è affatto quello che sembra. L’erotismo e il sesso che troviamo tra queste pagine non è viscerale, non ci spinge a provare animalesca eccitazione o disgusto per quanto stiamo leggendo. È tutto perfettamente sensato, coerente con la storia e con il trauma della protagonista. Una sensibilità che si trasmette anche attraverso le splendide illustrazioni di Alessandro Amoruso, che arricchiscono il libro senza mai sfociare nell’eccessivo, nell’inappropriato.

Intendiamoci, ce ne sono anche di esplicite, come esplicita è anche la storia. Ma durante la lettura non ho mai avuto l’impressione che fossero fini a sé stesse, e se non fosse che il sesso è l’argomento centrale della vicenda, non ci troverete contenuti che non troverete in altri romanzi destinati al pubblico adulto.
Non ci troverete per esempio lo splatter, né la tortura psicologica, né la violenza spinta all’estremo. Mia è un romanzo che utilizza l’horror e il porno per raccontare una storia breve, ma molto ancorata alla realtà, sulla vita di una ragazza sfortunata che deve trovare in ciò che le sta accadendo un modo per rimettersi in sesto. E che non disdegna dei colpi di scena per depistarci da quelle che sono le nostre aspettative iniziali.
L’unica critica che muoverei è sul finale che, senza fare spoiler, ho trovato un po’ strano. Forse l’autrice cercava di comunicare qualcosa che io non ho afferrato. O forse, nel suo desiderio di mantenersi originale, ha osato spingersi oltre, proponendo una soluzione che pecca di una spiegazione, laddove il resto della trama era facilmente interpretabile a colpo d’occhio.
Come stile di scrittura, non siamo ai livelli della Scrittura Immersiva, ma rimane encomiabile la pulizia, la nitidezza di quanto si legge e anche la costruzione della vicenda, che si presenta equilibrata nelle sue fasi, quanto nel distribuire i contenuti che promette.
Mia è un prototipo riuscito che merita di ritagliarsi la sua nicchia nella narrativa di genere, e che può essere usato come punto di riferimento per le opere che in futuro vorranno seguire il suo esempio. Che si tratti di fantascienza, fantasy, weird, o come in questo caso Porno-Horror, la storia ha la precedenza, e ogni genere merita di essere trattato con cura e rispetto, sia dal punto di vista delle critica, che da quello degli autori.
LINK AL LIBRO: Mia
IDEE: L’utilizzo del porno e di elementi horror per raccontare una vicenda molto umana si sono rivelati una scommessa vincente. L’approccio scelto per caratterizzare il mostro e il suo ruolo centrare nella vicenda regalano al lettore diversi colpi di scena.

STILE: Molto pulito e chiaro, anche se c’è qualche sbavatura che lo allontana dalla perfezione. Non ho apprezzato la scelta dei dialoghi con alcuni personaggi, che ho trovato privi di mordente.

INTRECCIO: Equilibrato e veloce, data anche la lunghezza del libro, ma senza risultare frettoloso. Il finale lascia al lettore dei dubbi che purtroppo non facilitano l’interpretazione, anche a causa di informazioni che a mio avviso sarebbero state necessarie.

VOTO PERSONALE: Mia è stato una gradita scoperta e un libro che si presta bene anche a numerose riletture, data la lunghezza contenuta, favorita dalla presenza di diverse illustrazioni a pagina intera.


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