IL CODICE DEL PIRATA SCRITTORE #26 “I 5 Pilastri di Una Buona Storia (1/5) – Le idee originali”

Stiamo per avvicinarci alla fine della rubrica del Codice del Pirata Scrittore (non ho ancora deciso se riprenderà in futuro) ed è arrivato il momento di tirare le somme su quello che ti ho insegnato finora. Insieme abbiamo visto trucchi per scrivere meglio e principi da applicare per essere al passo coi tempi, e nel corso delle lezioni ho cercato di essere quanto più preciso possibile, in modo da fornirti gli strumenti per diventare un Pirata Scrittore in grado di navigare in autonomia nel mare magnum della narrativa.

C’è però un’ultima lezione che vorrei lasciarti, ed essendo l’ultima non poteva che essere la più corposa di tutte; questa lezione sarà come un sestante, poiché da sola ti fornirà delle linee guida importantissime per tenere la rotta. Parliamo quindi dei 5 grandi pilastri della buona scrittura.

Ti sembrerà un nome altisonante, ma fidati che nel corso degli anni ho potuto constatare che questi 5 pilastri, se rispettati correttamente dall’autore, gli permetteranno di scrivere un’OTTIMA storia a prescindere dal genere o dal target dei lettori, e con questo intendo dire che le storie saranno OGGETTIVAMENTE scritte bene, checché ne dicano i lettori che non capiscono la differenza tra gusto personale e meriti tecnici. Questo te lo dico perché voglio che sia chiaro che lì fuori ci sarà sempre qualche bastian contrario che farà di tutto per affondarti, ma questo non dovrà in alcun modo scoraggiarti dal proseguire.

Ora mi domanderai: “Quali sono questi 5 pilastri, Capitano?” Non ti preoccupare, te li esporrò tutti uno per uno nel corso dei cinque segmenti in cui dividerò questa lezione. Ti chiedo di seguirmi fino alla fine se vuoi scoprirli tutti, ma ti garantisco che l’attesa sarà ripagata. Partiamo quindi dal primo pilastro, che sono… LE BUONE IDEE.

Ne abbiamo già parlato, è vero. Ti ho parlato del grosso problema dei cliché e del pericolo nell’avere idee troppo originali. Non devi diventare scemo a cercare di capire, perché la risposta è molto semplice: se i cliché riciclati stanno al NERO e le idee troppo innovative stanno invece al BIANCO, non devi fare altro che stare in mezzo, nel GRIGIO.

Nel pratico: devi ricordarti che là fuori si è scritto ormai di tutto, e la gente è stanca delle solite storie di cui si prevede lo sviluppo e l’epilogo prima ancora di concludere il primo atto. Devi abituarti ad avere fiducia nelle tue conoscenze e convincerti una volta per tutte che puoi combinarle per creare spunti inediti. Non deve essere il solito fantasy con i nani e gli elfi, non deve essere la solita Space Opera con l’impero galattico malvagio e cattivo. Sperimenta con i generi, lega tra loro idee incompatibili, metti sempre in dubbio ciò che credi di sapere sulla narrativa e naviga controcorrente. Non è affatto detto che la rotta che seguono tutti sia quella giusta. Non è detto che sia la TUA rotta.

Ma non dimenticare che tu scrivi per essere letto, e le persone che prenderanno in mano la tua storia NON SONO TE, quindi assicurati sempre che quello che fai sia chiaro e comprensibile. Devi stupirli con le tue trovate, non confonderli con la tua immaginazione fuori controllo. Imbriglia la tua fantasia e dalle delle regole: sii COERENTE con il tuo sistema magico, cura il world building in modo che sia MOSTRATO durante la trama, e non dimenticare che i tuoi personaggi VIVONO dentro la storia, hanno un proprio passato, dei tratti unici, una voce; sono quello che sono non perché lo dice un topos, ma perché l’insieme di queste cose li ha resi ciò che sono ora.

Il pilastro delle IDEE ORIGINALI è importantissimo, perché spesso è proprio da qui che un estraneo diventa un tuo lettore, ed è con l’originalità del tuo soggetto che il libro sarà chiacchierato sul web e alle fiere come “il libro che parla di…”. Fai giusti tutti gli altri pilastri senza avere azzeccato le idee, e non sarà altro che “un buon libro di…”, magari ben scritto, ok? Ma ci siamo capiti.

Rimani con me per scoprire i prossimi 4 pilastri.

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