RECENSIONE: Tenebre Sulla Fattoria

Una fattoria in mezzo ai boschi è tenuta sotto assedio da una legione di creature non-morte giunta insieme a una notte perenne e intenzionata a divorare ogni cosa sul proprio cammino. L’unico fronte di difesa contro le tenebre sono un terzetto di guerrieri che ha giurato di difendere la fattoria a costo della propria vita: sono Pigfried, un maiale dal forte senso dell’onore e specialista della forza bruta; Jillian, una capra evocatrice e in perenne bilico tra raziocinio e pazzia; e Norton, un gallo che trae la sua magia dalla benedizione del Sole. Tre animali a cui è stato donato l’intelletto dal loro defunto padrone e che ora difendono la sua eredità contro un nemico apparentemente inarrestabile…

Se c’è una cosa che amo della narrativa fantastica è la libertà creativa che in potenza gode. Ed è anche la ragione del perché sono spesso insofferente verso chi si accontenta dei luoghi comuni del così detto “fantasy medievaleggiante” (quelli che, per intenderci, pensano che il fantasy sia solo elfi, draghi e cavalieri). Un elemento fantastico che invece adoro e che vorrei veder sfruttato più spesso è quello del filone degli animali parlanti (meglio ancora se antropomorfi), ma che è – per pregiudizio comune – troppo spesso relegato a un target giovanile. E non è che io abbia qualcosa contro questo genere di letteratura, solo che ogni tanto mi piacerebbe vedere questi personaggi alle prese con delle sfide più mature, e in contesti più adulti (meglio se arricchiti con un po’ di catartica violenza).

Questo per dirvi che quando ho scoperto che Dark Zone, un editore che ho finalmente l’occasione di introdurvi, ha annunciato che uno dei suoi prossimi libri in uscita era proprio un grimdark con protagonisti un trio di animali parlanti dotati di intelletto e capacità combattive, ho cominciato ossessivamente a tenerlo d’occhio in attesa che uscisse. Se poi si fosse anche trattato di un buon libro da recensire, sarebbe stata l’occasione per fare un po’ di pubblicità a un autore che, se ho capito bene, è anche alla sua prima opera lunga.

Ma di che stiamo parlando? Vediamolo nel dettaglio:

Tenebre sulla fattoria è un romanzo, come ho già detto, di genere grimdark a opera dell’esordiente Dario di Gesù che ci proietta fin da subito in un contesto nel quale una forza maligna sta propagando le sue radici intorno alla fattoria che dà titolo all’opera (e siamo in un’ambientazione inglese). Gli unici che si oppongono a questo nemico misterioso sono Pigfried, Jillian e Norton, animali che però godono a livello narrativo di una caratterizzazione molto umana, e che entreranno presto nel cuore del lettore grazie alle loro personalità e alla bontà d’animo.

Merito di questo anche la scelta consapevole di dedicare ogni capitolo a un Punto di Vista specifico, che viene rispettato dall’autore con dovizia per farci seguire la storia attraverso i pensieri e le azioni dei singoli personaggi. E va fatto un ulteriore plauso a Dario nell’essere riuscito a dare a ciascuno di loro una Voce ben distinta, evitando la spiacevole impressione di seguire lo stesso personaggio malgrado il cambio di PDV (che, se vi ricordate, era un problema che ho sofferto molto in Il Sangue Non Basta)

L’autore ha fatto anche un passo in più, decidendo di alternare la storyline principale con degli antefatti che mostrano la vita di questi personaggi prima del subentrare della minaccia. Antefatti che ci danno la possibilità di scoprire che un tempo c’erano anche altri animali parlanti oltre a loro, ma che non fanno più parte della squadra per ragioni che non rivelerò. Questi antefatti, devo rivelarvi, non aiutano a spingere la trama, ma ci permettono di capire i rapporti di ciascuno di loro e come essi li influenzino nel presente narrativo.

È anche piacevole vedere come questi animali, al di là dell’incremento cerebrale che hanno subìto, mantengono ancora alcuni istinti delle rispettive specie, e questo contribuisce a dare ulteriori sfumatura di carattere ai personaggi, cosa non possibile se si fosse trattato del tipico party umano (o umanoide) di un’avventura fantasy.

Sì perché in realtà il grosso delle intuizioni ruota proprio intorno a questi eroi, ed è una ventata d’aria fresca scoprire come l’autore abbia gestito le caratteristiche di ciascun animale per renderli credibili nelle numerose battaglie di cui il libro è composto.

La faccenda si fa ahimè più problematica se dobbiamo invece considerare la trama, che non viene approfondita con la cura che è stata invece riservata ai personaggi, e anzi, non gode neppure di un vero e proprio arco narrativo come siamo abituati da queste parti. Dopo un promettente inizio, la trama si compone principalmente di “missioni” che i tre devono portare a termine per trovare una soluzione al problema che affligge il loro mondo, e la storia a tratti avanza anche con una certa fretta, senza concedersi delle scene che rallentino il ritmo per chiarire dei dubbi che sorgeranno inevitabilmente nella testa del lettore. Anche qui, mi guarderò bene dal fare spoiler per non rovinarvi la lettura, ma sappiate che oltre alla premessa iniziale non c’è molto altro da scoprire (salvo l’introduzione di un paio di personaggi aggiuntivi a un certo punto della storia, che però, non stravolgono la trama come in potenza avrebbero potuto).

E questa fretta dell’autore (che forse è più corretto chiamare inesperienza), impatta anche sul suo stile, che tende progressivamente a degradarsi e diventare più riassuntivo via via che ci avviciniamo all’epilogo. Sia chiaro, abbiamo tra le mani un buon libro, scorrevole e piacevole da leggere, ma è evidente che qualcosa a un certo punto inizi a incrinarsi.

Ne consegue che Tenebre sulla fattoria è un libro che merita un’ovazione per l’idea di base (se non che qualche detrattore ostinato dei fantasy medievali potrebbe non trovarle sufficienti per giustificare la lettura), ma avrebbe dato di più se alla trama fosse stata infusa la stessa cura riservata ai personaggi.

In ogni caso, io sono un amante di questo tipo di storie, e l’ho letto con piacere dall’inizio alla fine. Quindi, se anche voi siete stanchi delle solite minestre riscaldate e volete cimentarvi in qualcosa di diverso dal solito, non fatevi scoraggiare dalle mie critiche e dategli una possibilità. Anzi, è possibile che voi finiate per apprezzarlo molto più di quanto non lo abbia apprezzato io.

LINK AL LIBRO: Tenebre Sulla Fattoria


IDEE: Già solo l’idea di conferire a degli animali da fattoria il ruolo di guerrieri in armatura e poteri arcani è un’idea che vale il prezzo della copertina, ma ci sono altre piccole intuizioni qui e lì che non vi ho detto e che arricchiscono la lettura. L’unico problema è che potrebbe non bastare se, per esempio, detestate per principio l’ambientazione.

STILE: Altalenante, con fasi dettagliate e immersive e altre frettolose fino a diventare riassuntive. Sarebbe bastata qualche scena in più qui e lì, e qualche dettaglio maggiormente filtrato dei diversi Punti di Vista, per migliorare di parecchio l’impatto generale.

INTRECCIO: La storia parte molto bene e ci fa credere che stiamo per assistere a un grande viaggio che porterà infine a una risoluzione dopo le opportune trasformazioni da parte dei vari personaggi. Purtroppo, da un certo punto in poi, diventa una serie di eventi episodici semi-autoconclusivi che non comunicano l’idea di una grande trama mutevole capitolo dopo capitolo. Il finale poi, non ve lo svelo, ma io l’ho trovato deludente.

VOTO SOGGETTIVO: Malgrado le critiche, a me è piaciuto. Certo, il mio giudizio è falsato dal fatto che mi sono innamorato del concept fin dal primo istante. Ma non è un brutto libro, anzi, ce ne fossero di più di libri così.

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