RECENSIONE: Un Bagno di Sangria

È trascorso un anno da quando l’aspirante piratessa Fiammetta e l’ex inquisitore Ambrosio sono stati costretti a unire le forze per sfuggire all’Impero Spagnolo. A bordo della Rivincita, in competizione per affermare il proprio ruolo di Capitano e per ingraziarsi il rispetto della ciurma, lei vorrebbe dare il via alla sua leggenda razziando e depredando ogni nave che le capita a tiro; lui invece vorrebbe solo mantenere un basso profilo nell’attesa che le acque si calmino. Ma quando, dopo un modesto assalto, scoprono un carico nascosto di prigioniere Zipa dirette in Spagna e sfuggono per miracolo a un’imboscata nemica, le priorità di Fiammetta mutano: quelle prigioniere vanno tratte in salvo, e per liberare gli spiriti annidati nei loro corpi hanno bisogno di tutto l’Oro del Nuovo Mondo su cui possono mettere le mani. Oro gelosamente custodito dai loro nemici, e che richiederà una pianificazione attenta e sopraffina per essere sottratto. Tra Fiammetta che vorrebbe solo partire alla carica e Ambrosio che teme la cattura da parte del regno che ha tradito, l’equipaggio della Rivincita si rende conto che questa missione sarà un bagno di sangria…

Dopo un periodo in cui mi sono volutamente sottoposto alla tortura di leggere romanzacci brutti e interminabili a scopo “culturale” (pratica che sconsiglio ai lettori non masochisti come me), avevo un disperato bisogno di una storia ben scritta, di quelle per le quali rinunci volentieri a un pasto pur di non staccarti dalle pagine e mantenere l’incantesimo dell’immersione. Quale occasione migliore per ricordarmi che era il momento di pubblicare una nuova recensione, e che sarei andato a colpo sicuro con il sequel di A Colpi di Cannonau, un libro che affrontava la tematica a me tanto cara della pirateria, approcciandola però da un punto di vista diverso da quello che vogliono gli stilemi del genere?

In tal senso, questo secondo capitolo della Trilogia a opera di Titania Blesh, sempre sotto la bandiera di Acheron Books, spinge ancora di più sul lato piratesco e offre ai lettori tutto ciò che nel romanzo precedente mancava, con battaglie navali, assalti e scontri all’ultimo sangue e con una componente fantasy molto più marcata. Se vi ricordate anche solo la recensione del precedente libro, l’elemento fantastico veniva introdotto con molta calma e sfruttato maggiormente solo nel terzo atto. Ma adesso che le carte sono state scoperte e le regole sono state dichiarate, la tematiche degli spiriti Zipa e della loro peculiare interazione con l’oro del Nuovo Mondo diventa l’elemento centrale su cui basare la trama, e abbiamo anche l’opportunità di conoscere le implicazioni psicologiche dell’avere a che fare con queste entità.

Parlando di psicologia e interazioni, ora che Fiammetta e Ambrosio condividono (e competono per) lo stesso spazio, le loro differenze di carattere e di approccio li portano a frequenti discussioni e mancanza di fiducia reciproca che minano la solidità della ciurma e la riuscita dei loro piani. Nel corso della lettura questo clima di ostilità potrebbe risultare a tratti pesante per i lettori, che trovandosi ad alternare il Punto di Vista tra i due protagonisti, viene preso dallo sconforto nell’osservare che i due rifiutino per buona parte del romanzo di comprendersi a vicenda. Non sono più le vicende distaccate di due personaggi che, nell’affrontare le proprie difficoltà, sviluppano un pensiero comprensibile ed empatizzabile. Si è portati invece (prima da parte di lui, poi da parte di lei) a vedere l’altro come un elemento di disturbo, da cui tenersi alla larga e la cui intromissione preannuncia solo guai. Sebbene questo aspetto tenga alto il tasso di conflitto (e quindi di interesse) per buona parte del libro, ammetto che l’ho trovato fin troppo marcato.

E se già i contrasti tra i due non sono sufficienti, anche altri personaggi che avevamo imparato a conoscere nel precedente libro, si mostrano ora con un temperamento che definire sgradevole sarebbe un eufemismo. C’è una ragione dietro questi mutamenti repentini di carattere, e non starò qui a farvi spoiler quando il libro è tranquillamente reperibile nel mercato. Ma è bene avvisarvi che se siete lettori che si irritano facilmente per queste cose, preparatevi una bella tisana rilassante prima di cimentarvi nella lettura.

Tolto il sasso più grosso dalla scarpa, vediamo gli aspetti che mi sono piaciuti di più, ossia il dinamismo delle scene e l’elemento fantastico. Abbiamo finalmente una storia di pirateria con tutti i crismi, con arrembaggi, assalti a fortini, scontri con spade e armi da fuoco; e in tutto questo si amalgamano i poteri delle Zipa, che si sposano perfettamente con l’ambientazione senza però rinunciare a un tocco da “cinecomic” moderno. Il tutto è innaffiato per bene con la comicità che abbiamo già conosciuto nel primo libro e che si alimenta soprattutto con l’esuberanza di Fiammetta, una piratessa wannabe che ha ancora tutto da imparare, ma la cui impulsività, unita alla capacità di improvvisare, le permette di cavarsela nelle situazioni più critiche.

Ma come la buona narrativa vuole, per coinvolgere davvero il lettore la comicità deve accompagnarsi anche a una giusta dose di dramma, e qui di dramma ne troverete molto, soprattutto nelle fasi finali della storia. Quindi aspettatevi di ridere, ma preparate anche i fazzoletti.

Solitamente, a questo punto della recensione è mia abitudine commentare anche gli aspetti stilistici del libro, ma se avete letto il primo libro, aspettatevi gli stessi pregi e difetti. L’alternanza tra la Prima e la Terza Persona in base a quale dei due Punti di Vista si segue può essere straniante all’inizio, ma ci si abitua in fretta (specie perché quelle in Terza sono comunque filtrate dalla prospettiva del personaggio); e ho riscontrato alcuni problemi di visualizzazione dovuti a dettagli imprecisi che mi hanno costretto a ricorrere alla fantasia per compensare le lacune di alcune delle scene più concitate. Questo purtroppo pesa sul giudizio finale, perché se nelle scene statiche ci si può anche permettere di lesinare sul setting a favore di altri aspetti, diventa una priorità quando la trama richiede che i personaggi si muovano e compiano interazioni complesse con l’ambientazione. Non dico che la storia risulti illeggibile, e nemmeno che sarebbe convenuta una riscrittura completa di quelle pagine, ma una sensibilità maggiore avrebbe favorito il risultato complessivo. Che comunque si tiene su alti livelli, persino migliori rispetto al precedente libro.

In conclusione, questo sequel fa quello che ogni buon sequel dovrebbe fare: espande il worldbuilding, dà ai fan ciò che al precedente mancava e mantiene i pregi, anche a fronte di difetti che, facendo parte dello stile dell’autrice, non possono essere annullati da un libro all’altro. Il punto forte era e resta l’idea di fondo, e ora che la trama ha preso il via, mi aspetto una conclusione degna di questo nome.

LINK AL LIBRO: Un Bagno di Sangria


IDEE: Un seguito che espande tutto quello che abbiamo visto nel precedente, con più scontri, più worldbuilding e un utilizzo più consistente e variegato degli spiriti Zipa. E stavolta c’è pure molta più pirateria!

STILE: Gli stessi pregi del precedente, ma stavolta la maggiore presenza di scene dinamiche complicano la scorrevolezza a causa delle lacune sul fronte delle descrizioni. Per fortuna, non impattano troppo sull’esperienza di lettura. Mentre l’alternanza tra Prima e Terza Persona è un aspetto su cui ci si fa rapidamente l’abitudine e anzi in alcuni capitoli aiuta a tenere a mente quale Punto di Vista stiamo seguendo.

INTRECCIO: Ora che Fiammetta e Ambrosio dividono gli stessi spazi, è tutto più focalizzato e possiamo seguire in parallelo l’evolversi del loro rapporto mentre tentano di coesistere in un clima di contrasti e sfiducia reciproca, anche se avrei preferito vederli collaborare di più. Non esagero a dire che il loro rapporto, per buona parte della trama, è di una tossicità indigesta. Se non altro la storia è molto più ricca e sfaccettata, con scene di sviluppi interpersonali alternate a fasi più adrenaliniche, e con un finale e relativo cliffhanger da brividi.

VOTO SOGGETTIVO: Da buon pirata amante della narrativa fantastica, non posso che apprezzare il modo in cui l’autrice sta sviluppando la trilogia, e spero che il prossimo capitolo arricchisca e concluda degnamente tutto il buono che è stato introdotto finora.

Lascia un commento

Crea un sito web o un blog su WordPress.com

Su ↑