Con tutto questo parlare di fantastico italiano pensereste che ormai padroneggio la materia alla perfezione. Ma non è così, purtroppo.
La realtà è che ho sempre combattuto una lotta interiore per spronarmi a sfruttare l’Italia come ambientazione delle mie idee, e da tutti i crampi allo stomaco che mi sono sorbito nel corso degli anni (senza per altro produrre niente di concreto), è chiaro che la mia posizione era sempre stata quella del perdente.
Ma di recente è cambiato qualcosa, merito anche di una proposta che mi caduta tra le mani e che mi ha dato una ragione valida per riprovarci. Stavolta, però, armato di una rinnovata determinazione e di una presa di coscienza frutto della mia grande esperienza con la lettura della narrativa italiana.
Voglio raccontarvi come sono andate le cose e, nel farlo, spronare anche voi a trovare il coraggio di affrontare i vostri bias, perché sono sicuro ne abbiate; che si tratti dell’effetto Dunning-Kruger, o di autentiche lacune che possono essere colmate con lo studio e l’applicazione, non sentitevi mai in difetto rispetto alla storie che volete scrivere.

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