ZODD – Alba di Sangue

Onnar, un mondo brutale e pregno dell’odore della morte, afflitto da guerre, omicidi e torture. Strane Fratture vomitano oscenità di carne umana, tentacoli e zampe di insetto, e un uomo, Zodd, un Corazzato dell’Impero Imadiano, armato della sua spada lunga e di un’insaziabile sete di sangue, cerca di sfuggire al suo destino mentre forze siderali minacciano di trasformare il suo mondo in un caos infernale.

Tre righe di testo, le prime tre del primo capitolo, bastano per renderci conto che ci troviamo al cospetto di una lettura brutale e senza censure.

L’opera di Gabriele Campagnano (suo anche il cult I Padroni dell’Acciaio, di genere storico) mantiene la promessa e si rivela una vicenda estrema, pregna di volgarità, blasfemia e violenza, descritta con accuratezza anatomica e con una predilezione particolare per la sofferenza umana, fisica e psicologica. Non è un libro per stomaci deboli ed è sconsigliabile a chi non ha mai toccato con mano, almeno una volta il genere splatterpunk.

Zodd, il personaggio che presta il nome al libro, è quanto di più lontano si possa accostare alla figura dell’antieroe tipico del dark fantasy. Qualcuno potrebbe pensare, dato il suo aspetto, che ci troviamo di fronte a una fotocopia di Gatsu (il suo gemello psicopatico, ecco), dal noto manga Berserk di Kentaro Miura, ma vi posso assicurare che non c’è paragone più sbagliato. Se da una parte abbiamo un individuo tormentato e in cerca di redenzione in un mondo insensibile e buio, ma in definitiva un paladino dei buoni, Zodd invece è un autentico mostro, che non si fa remore a stuprare, uccidere e torturare, agendo esclusivamente per il suo tornaconto (e che diventerà ancora più mostruoso man mano che il romanzo si sviluppa).

Un protagonista difficile da digerire (per i lettori) e difficile da gestire (per l’autore), molto più simile a un cattivo da eliminare che non un personaggio per cui fare il tifo.

A voler fare paragoni possiamo citare Kratos dalla saga videoludica God Of War (e per essere precisi quello della trilogia originale), la cui sete di vendetta lo ha portato a compiere ogni genere di atrocità nei confronti delle divinità del Pantheon greco.

Come per il Fantasma di Sparta, anche in Zodd l’infamia dei suoi avversari e le terribili difficoltà che si troverà ad affrontare contribuiranno a far provare per lui un minimo di compassione, ma non pensiate di trovarlo simpatico, finireste solo per farvi prendere per il culo per poi essere tagliati a metà dalla sua spada lunga: la Addhur.

La tecnica adottata dall’autore per narrare le efferatezze di questo gigante impietoso è quella della terza persona, i capitoli si alternano filtrando la storia attraverso il punto di vista di diversi personaggi, che hanno un proprio linguaggio e modo di vedere il mondo. Zodd è quello che più di tutti beneficia di questa tecnica, dato che la terza persona, per quanto filtrata, non permette un’immersione totale nella mente del personaggio, rendendo così la sua figura ancora più mostruosa e incomprensibile agli occhi del lettore. La pecca di questa scelta autoriale sta nel fatto che quando la narrazione si sposta a uno dei comprimari, il romanzo perda quel particolare linguaggio fatto di imprecazioni, menefreghismo e ironia acida che ne delinea la natura stessa, vertendo su una prosa più tradizionale e per questo meno intrigante.

Diverse opere della cultura pop orrorifica contribuiscono a formare gran parte dell’ossatura del romanzo, con riferimenti palesi al già citato Berserk (un personaggio fa riferimento alle dimensioni della Addhur commentando che “nessun uomo può brandire una spada del genere”), come anche Devilman e Lobo per l’indole del protagonista, e altri come Dead Space, La Cosa e soprattutto la mitologia cosmica di Lovecraft per l’ispirazione delle mostruosità che invadono le terre di Onnar. I lettori più attenti potranno divertirsi cercando di coglierne il maggior numero possibile.

Per apprezzare appieno il libro, il mio consiglio è di avere almeno qualche nozione di storia medievale nel proprio bagaglio culturale. Il retaggio dell’autore si sente fin dalle prime pagine, con scene di battaglia e di vita militare descritte con minuziosa attenzione e l’utilizzo di terminologie che, se non siete avvezzi all’argomento, potrebbe rendervi difficile “visualizzare” quanto state leggendo.

Ma il vero difetto che purtroppo ha penalizzato la mia esperienza di lettura è stata la presenza di numerosi refusi, provenienti da precedenti revisioni del testo e che si compongono di parole superflue o frasi spezzate, che “sporcano” il libro catapultandoti fuori dalla storia.

Non me la sento di accusare l’autore in termini assoluti poiché si tratta di un’opera autoprodotta e che potrebbe già essere stata sistemata nel corso di una delle successive ristampe. E in ogni caso, è un difetto marginale, rispetto agli evidenti pregi del libro.

Una delle letture più estreme che mi sia capitata di leggere e un libro che ogni appassionato di horror dovrebbe avere nella propria collezione.

LINK AL LIBRO: ZODD – Alba di Sangue


IDEE: Buona l’idea di un protagonista cattivo in un contesto ancora più cattivo. Ottima attenzione all’accuratezza storica. Le creature sono abbastanza derivative ma si fanno apprezzare per i richiami Lovecraftiani.

STILE: L’alto tasso di gore e contenuti espliciti può piacere o no a seconda del lettore, purtroppo i numerosi typo rovinano l’esperienza. L’autore predilige il mostrato ma ci sono delle sbavature con l’avanzare della lettura.

INTRECCIO: I capitoli con il focus su Zodd sono il punto forte del libro, ma non si può dire lo stesso degli altri. La storia non ha una vera e propria conclusione e il lettore viene lasciato in sospeso.

VOTO SOGGETTIVO: Per i patiti del dark-fantasy e dell’horror come me è un must-to-read.

1 reply

  1. Praticamente Zodd è una brava persona. Scherzi a parte piuttosto che a Gatsu avevo pensato proprio a Zodd di Berserk, uno degli apostoli più potenti del manga. Non che Gatsu sia uno santo, anzi se non avesse nessuno da proteggere sarebbe tornato la bestia assetata di sangue che era all’inizio, ma certamente in confronto a questo Zodd sembra una persona molto tranquilla e a modo. Recensione molto interessante!

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