Sangue del mio Sangue

Come sarebbe il mondo se la necromanzia fosse una scienza di dominio pubblico e mummie e non-morti fossero utilizzati come forza lavoro a tutti gli effetti? Quali sarebbero le implicazioni per la società e il progresso, quali sarebbero le aspirazioni di un giovane necromante? Nel caso di Evangeline Wrayburn fare l’archeologa, diventare famosa per aver scoperto e disotterrato una tomba tutta sua. Quando dalle Terre Morte giunge notizia che l’esercito ha scoperto e sta proteggendo un misterioso scavo, lei capisce che potrebbe essere l’occasione di una vita, per lanciare la sua carriera ed entrare nella storia. Ma la tomba è ambita anche da qualcun altro, forze straniere che vogliono il potere contenuto nella necropoli e che sono disposte a tutto per impossessarsene, anche scatenare una guerra.

Gli appassionati di GDR li conoscono come una classe giocabile, i lettori di fantasy come nemici che spesso collaborano col cattivo di turno, ma la premessa di Giuseppe Menconi, autore già noto su Vaporteppa per aver scritto anche Abaddon e La fine dell’uomo (in futuro ne parlerò), ci cala in un mondo in cui i necromanti sono parte del tessuto sociale, dove non è raro vedere teste volanti come animali da compagnia e le mummie impiegate come instancabili operai.

Se avete letto il mio articolo su ZODD – Alba di Sangue, sapete che da queste parti gli antieroi ci piacciono. Sono molto più realistici del protagonista di fantasy medio a la “Prescelto eletto dagli Dei” ed è più facile trovare in loro alcuni tratti in comune con la personalità del lettore. Giuseppe Menconi in tal senso è uno specialista, e la sua Evangeline è una donna che non si fa mettere in piedi in testa da nessuno, disposta a tutto pur di raggiungere i suoi scopi, anche se ciò implica mentire alle persone che la circondano, fuggire di casa e cambiare nome (“una ragazza aristocratica di 25 anni deve essere elegante e trovarsi un brav’uomo”, per lo meno questo è ciò che pensa la sua famiglia), mettersi nei guai con gli strozzini, persino cambiare fazione a un certo punto della trama. È una donna arrogante e ribelle, intraprendente e avventata, convinta di saperla lunga (il più delle volte è così) e che vuole sempre avere l’ultima nelle discussioni. Un atteggiamento, questo, che potrebbe risultare ostico per il lettore, se non fosse che il contesto dove la storia è ambientata è un XIX secolo alternativo in cui i morti ritornano in vita ma la parità dei sessi deve ancora essere scoperta (come del resto è avvenuto anche nel nostro).

Un libro che piacerà alle femministe e ai patiti della girl power.

Le ambizioni sono il tema portante della storia, ambizioni di fama, di potere, di immortalità. Più di un personaggio verrà chiamato a compiere dei sacrifici, ma la domanda che l’autore ci pone è un’altra: ne vale veramente la pena?

Non intendo farvi grossi spoiler, anche perché trattandosi di un’uscita Vaporteppa (e se non conoscete Vaporteppa dovrò istruirvi per bene) la qualità generale è alta. La storia ci cala subito nel bel mezzo di una situazione di pericolo e prosegue con uno stile leggero e molto scorrevole. Divorerete le pagine e prima di rendervene conto sarete perfettamente calati nell’ambientazione, che mischia lo steampunk al fantasy più tradizionale in un’alchimia unica nel suo genere.

Se devo proprio muovere delle critiche (ma sarebbe come sparare sulla croce rossa) nel libro sono presenti un gran numero di nomi, e sebbene i personaggi siano tutti molto ben caratterizzati, ci sono delle situazioni in cui faticherete per esempio a capire se il nome in questione appartiene a una mummia o a un essere umano (anche a causa dello stile degli autori di Vaporteppa, che il più delle volte elimina i dettagli superflui a favore di ciò che è rilevante, ma rischia anche di confondere il lettore distratto o con scarsa memoria). Inoltre, ho avuto la sensazione che dal midpoint in poi la storia perda mordente. Si fa sentire la mancanza di un villain, qualcuno che si opponga attivamente alla protagonista. Ma sono soltanto dettagli che non incidono quasi per niente sul piacere della lettura.

Attualmente Sangue del mio Sangue è alla sua seconda edizione in uscita con Acheron, non ho letto l’edizione precedente e non sono in grado di dirvi se ci sono delle modifiche (anche se mi aspetto delle migliorie generali.) Lo consiglio a chi è cerca un fantasy diverso dal solito (ma comunque ispirato a una mitologia consolidata), ma se i personaggi con le palle vi urtano, statene alla larga. Evangeline non la manda a dire a nessuno, nemmeno ai lettori.

LINK AL LIBRO: Sangue del mio Sangue


IDEE: Geniale lo spunto fantastico e il modo in cui la società vi si è adattata. Il carattere impetuoso fa di Evangeline una protagonista molto particolare.

STILE: La tecnica del mostrato restituisce dettagli molto vividi e crea un contesto credibile. La quantità di personaggi a volte causa un po’ di confusione sui nomi e su chi compie l’azione.

INTRECCIO: Il carattere di Evangeline potrebbe dare un po’ di fastidio ai lettori, ma la storia punto proprio a farle prendere coscienza dei suoi errori. Purtroppo si sente la mancanza di un villain.

VOTO SOGGETTIVO: Non sono un grande amante dell’argomento ma il libro è ottimo e l’ho seguito con piacere. Purtroppo anch’io ho trovato un po’ ostica la protagonista.

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