Diario dal Tempo Profondo

In un futuro non troppo lontano la crisi climatica, il dilagare delle epidemie e il collasso degli ecosistemi stanno mettendo in ginocchio l’umanità. Nel disperato tentativo di arginare l’inevitabile estinzione, viene spedito nel passato, a bordo di un’avveniristica macchina del tempo denominata Craton, un team di persone con il compito di catalogare specie animali e vegetali dalle più diverse ere geologiche, nella speranza che i dati raccolti possano servire agli scienziati del presente per trovare una soluzione al declino del pianeta. Tabitha Aaronovich è una giovane biologa che viene imbarcata sulla Craton per prendere il posto del padre, vittima di un’ischemia cerebrale. Per lui quel viaggio rappresentava il traguardo di una carriera, ma Tabitha sulla Craton si sente come un pesce fuor d’acqua. Costretta ad adempiere a incarichi che non le competono e vincolata al nome di suo padre, decide di raccogliere la sua testimonianza all’interno di un diario, corredato dai disegni delle stupefacenti creature che incontrerà durante il viaggio.

Con la recensione di oggi voglio farvi conoscere un editore che negli ultimi anni sta facendo molto parlare di sé per la qualità delle sue copertine e delle storie che pubblica. No, stavolta non parliamo di Acheron, bensì di Moscabianca Edizioni, un nome che forse non vi dice nulla, ma che io vi consiglio di scoprire. Sono molte le pubblicazioni che sono entrate nel mio radar, ma oggi ho scelto di parlarvi di Diario dal Tempo Profondo per via della sua recente uscita nel circuito librario (è disponibile per l’acquisto da Dicembre 2020). L’autore è Andrea Viscusi, scrittore con all’attivo diversi racconti (di cui ho parlato nella nostra pagina facebook) coach di scrittura e youtuber che analizza classici del cinema con l’obiettivo di vivisezionarne la struttura narrativa (visitate anche il suo canale StoryDoctor).

Nella sua nuova fatica, il buon Viscusi si serve di un genere letterario vecchio di secoli, quello del diario, per raccontarci una vicenda che è sia romanzo che libro illustrato (non posso sottrarmi dal citare Gabriele Operti, il paleoartista dietro le magnifiche illustrazioni). Quella del diario è una tecnica particolare, che simula la testimonianza di eventi reali e favorisce la sospensione dell’incredulità, ma per sua natura ha dei problemi che un autore non dovrebbe trascurare. Anzitutto consente l’impiego della narrazione in Raccontato, che è tanto un bene per chi scrive quanto un male per chi legge, e in secondo luogo deve avere un contesto che giustifichi l’esistenza del diario.

Ebbene, posso dire che l’autore ha centrato in pieno l’obiettivo! Diario dal Tempo Profondo non si limita a esporre il resoconto di un viaggio nell’introspezione della protagonista, ma ci narra una storia strutturata in tre atti e completa di posta in gioco e difetto fatale, e lo fa con tale precisione che personalmente mi è dispiaciuto che non fosse un romanzo a tutti gli effetti. Non che il caro Mostrato manchi, anzi la cura della costruzione è sopraffina, e quando la prosa si concede un po’ di Raccontato, il fatto che stiamo leggendo un diario ci fa chiudere un occhio sul cambio di stile.

La storia si ambienta per la maggior parte del tempo all’interno della Craton, e mentre seguiamo il viaggio senza ritorno di Tabitha e dei suoi colleghi attraverso le ere (i capitoli si suddividono in giorni trascorsi dalla partenza ed epoche preistoriche, dandoci sempre una chiara indicazione temporale) la tensione e lo stress cominciano a salire, mettendo i membri dell’equipaggio gli uni contro gli altri e, soprattutto, contro la protagonista, col rischio di sabotare la missione e condannare l’umanità. Mentre leggevo non ho potuto fare a meno di pensare alle future missioni su Marte e sul fatto che i coloni saranno costretti, loro malgrado, a restare sul pianeta per sempre. Quale deve essere l’impatto psicologico di una simile condizione?

Tornando a noi e volendo cercare l’immancabile difetto, forse le prime pagine sono un po’ troppo didascaliche: è abbastanza evidente che si stia presentando il contesto ai lettori, quando sarebbe bastato uno sforzo in più per legittimare l’info-dumping (il mio suggerimento: considerato che il diario viene ritrovato in una capsula del tempo, Tabitha avrebbe potuto allegare una nota aggiuntiva al resto della documentazione).

Un problema di minore importanza è la presenza di alcuni typo, che non intaccano la lettura e anzi potrebbero essere attribuiti alla stessa protagonista (cosa che tra l’altro viene commentata scherzosamente dallo stesso Viscusi). Quello su cui invece non soprassiedo è il fatto che la nomenclatura binomia delle specie descritte nel diario è trascritta a volte con entrambe le iniziali MAIUSCOLE, quando la regola vigente è che l’epiteto debba andare in minuscolo (ES. Homo sapiens), un errore che sembra banale, ma che una biologa come Tabitha non dovrebbe commettere.

Menzione a parte va alle illustrazioni di Operti, molto dettagliate e accompagnate da schede descrittive delle creature che incontriamo durante la storia (tutti mammiferi o proto-mammiferi, “i dinosauri sono sopravvalutati” come cita uno dei personaggi). Uno dei maggiori pregi di questo volume sta proprio nella sua capacità di integrare alla narrazione anche l’esperienza dei libri sulla preistoria che guardavamo da bambini, senza peccare né da una parte né dall’altra. Non avrete in sostanza l’impressione che la storia abbia fretta di finire e neppure che le schede illustrate siano state aggiunte come dozzinale supplemento.

All’inizio della recensione ho accennato che Moscabianca è una casa editrice apprezzata da molti, ma stavolta ha superato sé stessa, confezionando un must-have che qualunque appassionato di paleontologia dovrebbe scoprire. E una pietra miliare per le pubblicazioni che usciranno da qui al futuro.

LINK AL LIBRO: Diario dal Tempo Profondo


IDEE: Un libro illustrato che è anche un diario di viaggio e un ottimo esempio di narrativa italiana. L’edizione è di pregevole fattura e curata in ogni dettaglio.

STILE: L’autore si serve di un efficace Mostrato nonostante l’impostazione da diario. C’è qualche passaggio in Raccontato e alcuni spiegoni al servizio del lettore, ma non penalizzano più di tanto la fruizione.

INTRECCIO: La trama non brilla per complessità di sviluppo, ma segue con dovizia la struttura in tre atti dell’arco di trasformazione e coinvolge il lettore dall’inizio alla fine.

VOTO SOGGETTIVO: Lo consiglierei anche solo per supporto a queste iniziative editoriali, ma il libro, come avete potuto vedere, trasuda passione e impegno.

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