Una delle tante piccole intuizioni che hanno permesso di sbloccare la mia scrittura è stata la scelta di servirmi di ChatGPT per aiutarmi a progettare e organizzare gli appunti del mio nuovo romanzo. Ma c’è un PERÒ!
Ho capito presto che questa IA non è quel gran premio Nobel per la letteratura che molti temono, e di certo non sarebbe mai riuscita nel compito che le avevo assegnato se non ci fossi stato io a guidarla frase per frase con i miei appunti e gli oltre due anni di ricerca e preparativi che avevo accumulato in vista di questo momento.
Alla fine, unendo la mia preparazione alla sua abilità di organizzazione, siamo stati in grado di scalettare gli oltre 40 capitoli previsti per il romanzo, e la sua capacità di imbastire suggerimenti sconclusionati e incoerenti mi è stata d’aiuto per sbloccarmi nelle sessioni di lavoro più critiche.
ChatGPT si è rivelata un valido assistente per garantirmi un flusso di lavoro costante nel tempo, ma le difficoltà più grandi non sono state quelle riguardanti la struttura della mia storia, quanto nei limiti di programmazione della stessa AI, che mi hanno costretto intervenire con soluzioni a volte anche drastiche pur di non rinunciare allo strumento.
In questo video voglio farvi un sunto di tutta l’esperienza, sempre nell’augurio che la mia testimonianza possa aiutare altri Pirati Scrittori che come me si sono imbarcati nel mare della scrittura e stanno affrontando le sue imponenti onde.
Fatemi sapere con un commento se anche voi vi siete mai serviti di questa o altre IA, o se ritenete che il gioco non ne valga la candela.

Fortunatamente ChatGPT è ancora nelle sue prime fasi, per quanto si sia evoluta molto velocemente, e finché rimane una tecnologia pensata per supportare e aiutare l’essere umani a me va benissimo. L’importante è che non lo sostituisca (infatti la paura più grande sta soprattutto nel mondo dei disegni e dell’animazione).
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