IL CODICE DEL PIRATA SCRITTORE #14 – “Lavora alla tua storia… ma non ti ossessionare”

Il Codice del Pirata Scrittore è pensato per aiutarti a prendere confidenza con le tecniche della narrativa, ma anche il pirata scrittore più esperto non se ne fa nulla della tecnica se non l’accompagna a qualcosa da raccontare. La sostanza, in poche parole.

Alla base di ogni buon romanzo ci dovrebbe essere un messaggio che il pirata scrittore vorrebbe comunicare al suo potenziale pubblico, e per farlo dovrebbe unire il proprio bagaglio di conoscenze con l’esperienza derivata dallo studio e dalla pratica, e lavorare di fantasia (anch’essa esercitabile nel tempo) per dare vita a una storia che sarà frutto del duro lavoro di preparazione, scrittura e rifinitura.

Scrivere è un’attività che richiede tempo ed energia, e in cambio del tuo sacrificio dovrebbe restituirti soddisfazione e voglia di continuare. Capito dove voglio arrivare? La scrittura deve prima di tutto essere una passione, e praticarla senza questo appagamento non ti darà lo stimolo per praticarla nel lungo periodo.

Se sei bloccato, se non riesci a mettere insieme idee valide e anche solo comporre tre righe richiede uno sforzo gravoso, dovresti chiederti se quello che vuoi scrivere è qualcosa che ti piace davvero, se scrivere è qualcosa che davvero vuoi fare!

Mettiamo il caso che la risposta sia un “SÌ”, che a te scrivere piace e che magari hai già trovato un argomento da trattare. Ora probabilmente starai lavorando alla tua storia, forse l’hai pure progettata e sei alla fase della prima stesura (o della seconda). Se l’argomento che hai scelto ti interessa davvero, avrai letto saggi d’approfondimento e altri libri attinenti al genere della tua storia, oppure starai praticando attività o frequentando ambienti che ti tengono immerso nella tua passione. Se stai facendo tutto questo senza che vi sia alcun blocco, congratulazioni, sei sulla strada!

Ma mettiamo il caso che qualcosa nel processo si sia inceppato, perché se esiste l’assenza di passione, è anche vero che all’estremo opposto troviamo l’ossessione. E l’ossessione è una gran brutta faccenda.

Sono tanti i modi in cui un’ossessione può manifestarsi: potresti passare troppo tempo a lavorare all’ambientazione e ai personaggi, lasciando in sospeso la scrittura (che è l’unico vero parametro per misurare la tua produttività), oppure metterti in testa di divorare montagne di libri convinto di dover diventare un conoscitore sommo della materia (un risultato che non si raggiungerà mai del tutto), oppure revisionare compulsivamente le pagine già scritte senza darti alcun limite e senza di fatto scrivere nulla di nuovo.

Se ti sei riconosciuto in uno di questi esempi, ti do una buona notizia: è molto probabile che a te la scrittura piaccia davvero, ma ti manca la fiducia nelle tue capacità, ed è su questa che devi lavorare. Continua a scrivere, ma fallo con la consapevolezza che è impossibile non commettere errori (per questo esistono beta-lettori ed editor); studia per accrescere le tue competenze, ma se non conosci un argomento, evita di trattarlo; vivi la tua passione fino in fondo e fai che essa sia il tuo carburante. Non lasciare che l’ossessione per la tua storia ti blocchi, o rischi di vanificare tutto il tuo lavoro!

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