La Fine dell’Uomo

Un evento cosmico noto come “Il Grande Strappo” sta divorando pezzo per pezzo l’intero Universo e gli ultimi bastioni della razza umana cercano disperatamente di ultimare la costruzione della Porta Stellare che consentirà loro di fuggire dall’altrimenti inevitabile fine. Landon Banes vive e lavora su un pianeta minerario in cui si estrae la materia prima per la costruzione del portale. I tempi sono ormai maturi, la macchina è quasi pronta, ma proprio quando Landon si convince che lui e la sua famiglia hanno un posto assicurato nel nuovo mondo, la fazione ribelle nota come Unione Mizar decide di assaltare il pianeta. Stretto tra menzogne, tradimenti e complotti, Landon dovrà lottare per salvare la sua famiglia, mentre uomini disperati e sull’orlo dell’estinzione combattono fra loro per decidere chi dovrà restare e chi invece potrà varcare la Porta.

Conosciuto inizialmente come “Il Grande Strappo“, quando ancora era pubblicato sotto l’egida di Antonio Tombolini Editore, La Fine dell’Uomo è il secondo romanzo di Giuseppe Menconi ad approdare su Acheron Books in una veste nuova di zecca (l’altro, Sangue del mio Sangue, lo abbiamo già recensito nel blog). Ma prima di iniziare lasciatemi fare una brevissima menzione su cosa sia Il Grande Strappo che tanto terrorizza i personaggi del libro e inquieta i teorici della relatività.

Si tratta di un evento ipotizzato sulla base delle teorie dell’espansione dell’Universo che porterà la materia fisica a scomporsi nelle sue particelle elementari, fino ad allontanarsi sempre di più le une dalle altre, segnando la fine delle cose come noi le conosciamo. Non si tratta di mera speculazione fantascientifica, ma un fenomeno che è già in atto e che avrà il suo culmine fra 17 miliardi di anni circa, il tempo massimo che ancora viene concesso al nostro Universo secondo i calcoli degli astrofisici.

Nel romanzo di Menconi qualcosa però sta accelerando i tempi e l’umanità ha solo 70 anni per ultimare la Porta Stellare e raggiungere il nuovo Universo. Pensereste che gli uomini di tutta la galassia si coalizzino per raggiungere la salvezza, ma non è così. Guerre intestine tra la Federazione e l’Unione hanno portato alla distruzione di altre Porte Stellari, e la setta dei Figli della Quintessenza cerca di convincere tutti che l’umanità ha terminato il proprio ciclo naturale e che dovrebbe estinguersi. Nel mentre sulla Terra il Papa Callisto predica sermoni sull’importanza di avere fede in Dio e nella Bibbia, e un individuo, John Creedy, novello Grande Fratello della Federazione, alimenta la propaganda sulla costruzione della nuova Porta.

L’autore mette in chiaro il tema del romanzo fin dal titolo. La fine dell’uomo non è soltanto l’estinzione della nostra razza, ma anche la morte della moralità, dell’altruismo e di tutte le virtù che permettono di guardarci allo specchio senza provare vergogna per ciò che vediamo. Senza andare nel dettaglio, per evitare spoiler, Landon sperimenterà questa morte lenta e graduale durante tutto l’arco della trama e alla fine si troverà a dover compiere una scelta di portata drastica.

Menconi ama gli antieroi, e il suo Landon è un uomo che abbandona la fede in Dio e nella Federazione per cercare di portare in salvo le persone a cui vuole bene, persone che però sono destinate a fare una brutta fine nella maggior parte dei casi. Questo è un dettaglio da non sottovalutare, La Fine dell’Uomo, malgrado sia un romanzo fruibile da tutti e con uno stile semplice e votato allo show don’t tell (potresti avere gli occhi appesantiti dal sonno e riusciresti comunque a seguire le scene), contiene alcune sequenze truculente che potrebbero turbare chi si approccia alla lettura ignaro di ciò che lo aspetta. Non siamo ai livelli di ZODD – Alba di sangue, ma nel dubbio preparatevi.

È un romanzo drammatico che non ha paura di concludersi con un finale pessimista. Finale che porta a compimento l’arco eroico del nostro Landon, ma che potrebbe deludere i lettori abituati al lieto fine. Definirlo un difetto è sbagliato, e infatti di difetti veri e propri il romanzo non ne ha, grazie all’immersività totale che ti avvolge fin dalle primissime pagine e ai drammi umani che affrontano i personaggi.

Menzione d’onore alla cura per gli aspetti scientifici, che l’autore ha trasposto senza perdersi in banalità tipiche della fantascienza tradizionale (pianeti a gravità terrestre, vetrate panoramiche sulle astronavi, esplosioni nello spazio. Tutte cose che nella realtà non sarebbero possibili e che puntualmente troviamo in altre opere) e concedendosi solo poche libertà laddove le necessità narrative lo richiedevano.

Un romanzo che non è di certo imponente come i grandi classici del genere e con una storia molto più umana di quanto non ci si aspetti, ma anche un grande esempio di fantascienza Italiana da aggiungere alla propria libreria.

LINK AL LIBRO: La Fine dell’Uomo


IDEE: L’idea di basarsi su un’ipotesi della fisica reale, così come l’indottrinamento religioso per la costruzione dei portali galattici, infonde verosimiglianza al contesto.

STILE: Una ricercatissima attenzione al mostrato praticamente senza alcuna sbavatura. Immersione totale nella storia anche grazie alla presenza di scene truculente descritte senza alcuna censura, ma mai fini a sé stesse.

INTRECCIO: Un protagonista tormentato che deve portare in salvo la sua famiglia in una situazione disperata. Un finale drammatico che potrebbe lasciare interdetti alcuni lettori, finanche a deluderli.

VOTO SOGGETTIVO: Il mio Vaporteppa preferito, una storia che non mi ha dato un attimo di respiro.

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