RACCONTI – Agosto 2020

Quella che vi porto oggi è una selezioni di racconti scelti per voi tra le mie letture estive e che si sono rivelati interessanti per essere recensiti tra le pagine di questo blog. Se mi seguite su Facebook (cosa che vi sprono sempre a fare 😉 ), saprete che quando mi approccio a un’antologia di racconti italiani ho l’abitudine di menzionare le storie che mi hanno colpito per qualità dello stile e delle idee. Considerati i rigidi criteri che devo applicare per la selezione, recensire un’intera antologia è un’impresa irrealizzabile (a meno che non si tratti dell’opera di un unico autore di talento, e infatti ho già individuato qualche titolo da valutare per un futuro articolo). Per scrivere le recensioni di oggi, quindi, ho dovuto attingere a piene mani dallo store di Amazon Kindle, dove è facile reperire singoli racconti a prezzo contenuto. Il più delle volte le opere raggiungono a mala pena la sufficienza (complice anche la facilità di pubblicazione per gli autori meno esperti), ma un’attenta ricerca può far emergere piccole sorprese, come quelle che sto per presentarvi:


IL POZZO CAPOVOLTO

Giovanni viene contattato da Michele, un amico e collega di vecchia data, per aiutarlo a imbiancare un appartamento per il quale stanno per scadere i termini di consegna. Arrivato a destinazione si accorge che Michele ha deciso di sua iniziativa di costruire un bizzarro pozzo rovesciato asserendo di avere obbedito a delle presunte istruzioni trovate sul soffitto dell’edificio, ma è solo l’inizio di un incubo dal quale non c’è risveglio. Dal corpo di Michele fuoriescono strane protuberanze di carne e il pozzo vomita nel nostro mondo un’orripilante creatura infernale che esce per strade e comincia a seminare il terrore tra la popolazione. Giovanni, vivo per miracolo e sopraffatto dalla situazione, dovrà trovare il modo di fermare l’abominio e forse liberare l’amico dall’influsso demoniaco che si è impadronito di lui.

Posso garantirvi che sentirete ancora parlare di Simone Corà, l’autore di questo racconto. Formato nella stessa scuola di scrittura degli autori di Vaporteppa (ve lo ricordate Sangue del Mio Sangue?), si contraddistingue per storie che strizzano l’occhio ai classici B-Movie di fantascienza anni 80, condite con vagonate di splatter e accompagnate da un’ironia che stempera la pesantezza della lettura. Il Pozzo Capovolto rispetta a pieno lo stile dell’autore, proponendoci una storia che dopo le prime pagine di una quieta e apparente normalità, divampano in un delirio di sangue e violenza splatterpunk (se volete altre letture di questo tipo vi consiglio ZODD – Alba di Sangue), con un’attenzione morbosa sui dettagli gore (a tratti ricordano le morbose trasformazioni del film La Cosa) e che si susseguono a ritmo serrato pagina dopo pagina. Se da un lato questo farà la gioia dei cultisti dell’Horror, dall’altra sarà difficile stare dietro a tutte le grottesche e rivoltanti descrizioni che vengono mostrate nel testo, e vi troverete di frequente a tornare indietro per rileggere segmenti di frasi che vi sono sfuggiti nel flusso ipercinetico. Ma il racconto si fa perdonare grazie a un protagonista principale ben caratterizzato e molto simpatico, che si troverà suo malgrado a dover risolvere una situazione davvero fuori dalla sua portata. Scoprire se ci riuscirà o meno sarà un piacere che riserverò a voi.

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RATTENKÖNIG – IL RE DEI RATTI

Una terrificante invasione di ratti si abbatte in città, portando con sé malattie e il panico tra la popolazione. Solo una squadra altamente specializzata di sterminatori di ratti è in grado di arginare il problema, e quando l’emergenza rientra, l’ultimo degli sterminatori decide di restare attività per eliminare gli ultimi roditori rimasti in circolazione. Ma quando la gente comincia a svanire dal proprio quartiere e strani rumori vengono uditi nei condotti fognari, l’ultimo sterminatore capisce che la città non è ancora al sicuro, e che qualcosa di più terrificante potrebbe nascondersi nei sotterranei.

Prima di iniziare permettetemi di accennarvi che cosa sia un “Re dei ratti”. Parliamo di un’entità del folklore caratterizzata da un groviglio di topi uniti insieme dalle code, fino a formare una massa che può contare fino a trenta individui. Questa entità non è altro che un fenomeno (molto raro, secondo le fonti: QUI e QUI) che si verifica quando masse di pelo, escrementi e altro materiale appiccicoso, favoriti da una popolazione di topi molto numerosa, finiscono per unire tra di loro i vari esemplari, in un intreccio che ricorda a tutti gli effetti la corona di un Re.

Appreso questo, parliamo invece del racconto di Alessio Corridori, che si apre con un incipit solo in apparenza banale. In realtà già dalle prime pagine, narrate con una discreta Prima Persona, ci rendiamo conto che l’invasione dei topi è solo il contesto che fa da sfondo agli eventi, e che il vero fulcro della trama ruota intorno al mistero di ciò che sta provocando la nuova ondata di aggressioni. In questo caso il titolo contribuisce ad alimentare l’attesa. Cos’è il Re dei Ratti? Perché è così importante per la storia? Il racconto ci prepara alla risposta mentre seguiamo le indagini del protagonista e di un sergente della polizia nelle fogne della città, lì dove l’orrore della storia si manifesterà.

Non mi sarei mai aspettato che questo racconto si rivelasse così interessante. Quando l’ho scoperto sono stato attratto dalla copertina e la mia predilezione per le storie con protagoniste creature mostruose ha fatto il resto, ed è stata proprio una soddisfazione scoprire che potevo parlarvene sul blog. Malgrado sia scritto senza infamia e senza lode, scorre molto piacevolmente fino all’epilogo, dove alcuni dei misteri sono volutamente lasciati senza risoluzione (l’origine degli esseri mostruosi che il protagonista incontrerà, per esempio) e un finale aperto lascia presagire una continuazione che però non so dirvi se è in programma. La mia breve ricerca online mi ha portato a scoprire solo un altro libro dello stesso autore, che non sembra legato a questo. Non è da escludersi ve ne parli in futuro, ma in attesa delle mie verifiche leggetevi Rattenkönig e ditemi che ne pensate.

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TYRANNOSAURUS TEX

Chi è convinto che i dinosauri si siano estinti 65 milioni di anni fa non sa come siano andate le cose. Per scoprire la verità dobbiamo spostarci nel 1879, in una cittadina dell’ovest di nome Moderation, dove un duello con la pistola ha segnato la fine dell’ultima delle grandi lucertole.

Davide Mana, l’autore del racconto, è uno scrittore molto attivo sia nel panorama italiano che in quello internazionale, dove ha pubblicato diversi libri in lingua straniera. Tyrannosaurus Tex è un suo vecchio lavoro datato 2006 che è passato attraverso un processo di revisione prima di essere rimesso in circolo sulla piattaforma Amazon, per poi finire nel mio radar. In verità, se vi accenno la sua storia editoriale, è per mettervi al corrente dal fatto che questo racconto soffre della possibile (non sono nella sua testa per sapere come sono andate le cose) inesperienza dell’autore in quegli anni. Il racconto infatti soffre anzitutto di una lunghezza veramente contenuta, che non offre spazio al contesto fantastico e ai suoi personaggi di svilupparsi come si deve. Ci viene mostrato che il bandito Tyrannosaurus Tex, che è anche il nome del personaggio, è effettivamente una lucertola che vive in mezzo ai mammiferi in una cittadina in stile Far West (trattasi infatti di un fantasy weird western). Non ci è dato sapere con certezza se questi mammiferi siano esseri umani o animali di altro tipo e questo si traduce in un problema di visualizzazione della scena, che nel mio caso è stato particolarmente sofferto. Allora perché parlarvene e portarlo addirittura sul blog? La risposta è che malgrado tutto la lettura si è rivelata gradevole e mi sono infatuato a prima vista della premessa narrativa. La brevità del racconto fa sì che si concluda prima che i difetti risultino troppo pesanti al lettore.

Sono certo che l’autore abbia pubblicato opere nettamente superiori di questa e in futuro potremmo tornare sull’argomento, ma a volte si devono fare delle eccezioni, anche se significa violare le proprie stesse regole. E in questa circostanza ritengo ne sia valsa la pena.

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La prossima volta tornerò con la recensione di un romanzo, in effetti ne ho così tanti che sarà una sfida scegliere il prossimo. Mi auguro che la rubrica vi sia piaciuta e che abbiate trascorso bene le vacanze, le mie ci hanno messo un po’ ad ingranare ma riflettendoci oggi non mi lamento. Ho potuto leggere e soprattutto prepararvi questo articolo, che credetemi se vi dico mi è costato giorni di lavoro. Perciò condividete, seguite, commentate, tutte quelle cose che fanno felice un blogger.

Ci rivediamo a settembre!

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