Streghette

Sophie crede di essere una ragazza normale, la tipica giovane adulta che sogna di diventare scrittrice. Questo fino a quando un piccolo drago non bussa alla finestra annunciandosi come il suo famiglio e svelandole la verità: “Tu sei una strega, Sophie. E dei mostri ti stanno dando la caccia”. Braccata da un nemico ignoto, accompagnata nel suo viaggio dal famiglio e da una strega più esperta di nome Isabelle, Sophie viene condotta a Venezia nell’Accademia delle Dame Noire, la più rinomata scuola di stregoneria d’Italia, dove le studentesse vengono addestrate nelle arti arcane con metodi poco ortodossi e da insegnanti senza scrupoli. Tra incantesimi corrotti, omuncoli usati come cavie, bullismo e abbuffate a base di dolci, Sophie si renderà conto che la Dame Noire non è fatta per i deboli di cuore, e se vorrà sopravvivere dovrà accettare al più presto la sua nuova vita.

Marzo 2020, era da poco cominciato il lockdown per il Covid-19 e io, approfittando del surplus di tempo libero, avevo deciso di dare il via a un progetto su cui rimuginavo da mesi: una pagina in cui recensire il fantastico italiano, mettendo a frutto le conoscenze maturate negli anni con gli studi di narratologia. Era il 25 Marzo quando inaugurai la pagina Facebook con la prima recensione: Streghette di Giulia Besa. Non avevo ancora le idee chiare su come impostarle, ma nonostante ciò ero entusiasta del mio progetto, e già pregustavo le prossime recensioni che avrei portato.

Erano trascorsi dei giorni e presto mi resi conto che la pagina Facebook non era la soluzione ideale per i miei piani: poco traffico organico, troppo limitata per le idee che avevo. Così decisi di fare il salto. Era l’11 Aprile e sul neonato blog di Capitan Miller esce Zodd – Alba di Sangue, la prima di una lunga serie.

Oggi, a un anno esatto da quel primo articolo, sono qui per rimediare alla mia grave mancanza, portandovi quel Streghette che in realtà non aveva mai avuto una vera analisi. Di Vaporteppa abbiamo già trattato le opere di Giuseppe Menconi, ma quello che davvero mancava in questo blog era la recensione del romanzo di un’autrice (se escludiamo Nightbird di Lucia Patrizi, che però non fa parte della collana), quello di Besa oltretutto è un discreto punto di partenza se si vuole approcciare Vaporteppa.

La storia ha tutto quello che contraddistingue la collana: un’idea di fondo originale, una protagonista attiva e capace, contenuti che spaziano dal weird allo splatter e un certo gusto per il politicamente scorretto. Il tutto mostrato già dalle prime pagine, con una scena che evidenzia che non ci troviamo nel solito fantasy à la Harry Potter (come la premessa potrebbe far pensare): Sophie ha un rapporto sessuale con il suo ex, e mentre lo fanno lei ha delle visioni in cui lo immagina tramutarsi prima in un’aberrazione lovecraftiana e in seguito in un drago. Queste visioni non sono un evento accidentale, ma qualcosa che è legato alla sua natura da strega, che ancora non ha scoperto. Ve ne parlo perché durante il romanzo Sophie ne avrà molte, di queste visioni, e l’effetto straniante che vivrà si ripercuoterà anche sull’esperienza del lettore, che di punto in bianco si troverà catapultato fuori dal flusso di lettura, smarrito al punto da desiderare di tornare indietro a rileggere. Se da una parte questo è un effetto ricercato, dall’altra penalizza l’immersione, almeno fino a quando il lettore non avrà imparato a riconoscerle come tali. Un altro difetto è la presenza di frequenti info-dumping in cui la Prima Persona di Sophie si rivolge al pubblico di lettori per spiegare eventi antecedenti al libro (soprattutto dettagli di vita privata), un problema specie se consideriamo che Vaporteppa predilige lo Show, don’t tell.

Ma in realtà Streghette, come ho scritto all’inizio, è un ottimo punto d’accesso per chi non è abituato alla narrativa immersiva, e non a caso è stato tra i primi romanzi a essere pubblicato su Acheron nel nuovo corso della collana.

Parlando di contenuti, ci troviamo dinanzi a un altro romanzo che fa leva sul Girl Power: tutte le streghe sono donne e gli uomini nell’accademia sono sfruttati come schiavi. Non bisogna però commettere l’errore di accusare l’autrice di facile femminismo, le studentesse vengono sottoposte a umiliazioni quotidiane da parte delle insegnanti, che da parte loro puntano a temprare il loro carattere per renderle streghe degne di questo nome. Sophie faticherà non poco ad adeguarsi, e le soluzioni che adotterà sono la linfa che alimenta il conflitto della trama. Per fortuna, potrà contare sull’amicizia di alcune studentesse, una delle quali intraprenderà con lei una relazione decisamente “intima”.

Streghette ha una doppia identità, zuccherosa da un lato ed esplicita dall’altro. La dimensione magica in cui sono immerse le streghe è come un paese dei balocchi in cui la dieta si basa sul consumo sfrenato di dolci, i famigli sono come animaletti di pezza e la flora e la fauna che circonda l’accademia sembrano partorite dalla mente di un bambino. Di contro, le sfide che le studentesse affrontano ogni giorno mettono a dura prova la salute mentale e l’integrità fisica, con uniformi scolastiche che sembrano uscite direttamente da un manga mainstream e che poco si adattano alla crudeltà dei test, e dove anche il più innocente degli incantesimi può corrompersi e rivoltarsi contro chi l’ha lanciato.

La lore creata da Giulia Besa è affasciante e ricorda a tratti le atmosfere di Madoka Magica, altra storia in cui l’innocenza si mischia alla crudeltà, ma molti degli elementi che vengono accennati sono poi messi da parte, in attesa di sviluppi futuri. Il libro infatti è il primo di una serie, e ci lascia con un finale risolto solo a metà. Sophie porta a termine il suo arco di trasformazione, ma la macro-vicenda viene lasciata in sospeso, in attesa di una continuazione che stiamo attendendo da anni (la prima edizione, sotto l’etichetta Antonio Tombolini Editore è datata 2018).

Questo però non deve dissuadervi dalla lettura. Streghette è un attacco diretto a un certo tipo di fantasy, che negli anni ha preferito strizzare l’occhio ai più giovani, sacrificando così il realismo. Qui Besa sferra colpi bassi, e lo fa con stile, elargendo cinismo e violenza intervallati da sequenze erotiche, ma strizzando l’occhio alla cultura “kawaii” sdoganata dalla narrativa nipponica. Un fantasy che pur essendo solo in apparenza banale, si posiziona come pietra miliare per quelli che lo seguiranno.

LINK AL LIBRO: Streghette


IDEE: Un world building affascinante e sfaccettato, che ha bisogno di essere approfondito nei prossimi libri. Una protagonista capace e dal carattere forte.

STILE: Un ottimo Mostrato, ma che talvolta si concede qualche spiegone di troppo. Le visioni di Sophie, anche se interessanti per la narrazione e la trama, creano qualche momento di confusione specie ai lettori poco attenti.

INTRECCIO: La macro-vicenda che si sviluppa a partire dai primi capitoli viene lasciata in disparte a favore di Sophie. Il suo arco di trasformazione viene portato a termine, ma rimane in sospeso la minaccia che l’ha costretta a lasciare la sua vecchia vita.

VOTO SOGGETTIVO: Personalmente mi era dispiaciuta l’assenza di un epilogo, ma alla seconda lettura ho capito che le intenzioni dell’autrice erano ben altre, e l’ho rivalutato in positivo.

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