IL CODICE DEL PIRATA SCRITTORE #5 “Prima, Seconda, Terza Persona (2/2)”

In questa seconda parte dedicata alle Persone Narranti, ti mostrerò alcuni pro e contro del loro utilizzo. Tieni presente che è un elenco compilato basandomi su studi di Narratologia, uniti a osservazioni personali. In quanto tali, da prendere come nozioni utili per lo studio, non come regole assolute e definitive.


PRIMA PERSONA PRO:

  • È la scelta migliore per un PDV filtrato. Il narratore è il protagonista stesso e attraverso i suoi sensi e i suoi pensieri, veicola in flusso d’informazioni;
  • Da autore, puoi concederti delle frasi in Raccontato, mascherate sotto forma di commenti del personaggio detentore del PDV;
  • In quanto Prima Persona, il lettore si sentirà più presente e dimenticherà di essere solo un individuo con un libro in mano.

PRIMA PERSONA CONTRO:

  • In caso di più PDV, da autore dovrai dare una voce diversa a ciascun personaggio. Se sei ancora alle prime armi, ti consiglio di concentrarti su un solo Protagonista;
  • Che tu ci creda o no, ci sono lettori che si sentono a disagio nell’essere immersi nell’Io narrante del Protagonista. Conoscere questa realtà non deve però dissuaderti dall’usarla;
  • Se non ha progettato bene la tua storia, essere vincolato a una voce in Prima Persona, può essere difficile da gestire. Il problema si risolve con un’adeguata preparazione a monte (vedremo come la prossima volta).

SECONDA PERSONA PRO:

  • Nei libro-game è l’ideale per calare il lettore all’interno dell’ambientazione, facendone l’agente dell’intreccio narrativo;
  • Se contestualizzata, può essere interessante per calare il lettore nella storia, ma a mio avviso non basta volerlo fare: bisogna partire da un’idea chiara e accertarsi che abbia senso.

SECONDA PERSONA CONTRO:

  • Dato che è frequento, alcuni lettori potrebbero trovarsi straniti da una narrazione in Seconda Persona, e quindi mi vedo costretto a ripeterlo: pensaci bene prima di usarla;
  • La Seconda Persona ha anche il difetto di ricordare al lettore che “sta leggendo”, e se questa cosa può avere senso nei libro-game, è uno degli errori più gravi quando parliamo di Narrativa Immersiva.

TERZA PERSONA PRO:

  • Ideale se si vuole tenere il lettore all’oscuro dei tratti più intimi del personaggio, creando intorno a lui un alone di mistero. È anche indicata per le storie umoristiche, dove una narrazione troppo filtrata nel PDV rischia di suscitare disagio ed empatia, invece della ricercata ilarità;
  • Può essere un’opzione se non sei in grado di distinguere le voci dei tuoi personaggi, oppure se sei consapevole di scrivere per un pubblico mainstream, poco abituato alla Narrativa Immersiva. In entrambi i casi, però, sono soluzioni di comodo. Da autore dovresti sempre ricercare il coinvolgimento dei tuoi lettori.

TERZA PERSONA CONTRO:

  • Con la Terza Persona Narrante il tuo lettore è uno spettatore esterno alla narrazione, anche quando lo Show, don’t tell è gestito con cura. Il senso d’immersione che si raggiunge con Prima non sarà mai eguagliato, a parità di stile, con la Terza;
  • Dato che il lettore non è dentro il personaggio, il Raccontato non è tollerabile, e tutto deve essere veicolato da un corretto flusso di dettagli, momento per momento. Mentre osservazioni e commenti non possono essere espressi dal narratore, ma trasformati in pensieri del personaggio detentore del PDV.

© Riproduzione riservata

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