(RECENSIONE) SAGA DI CLAUDIO E VERGY – Lovecraft Innsmouth

La vita di Claudio è in una fase di stallo. Assunto come manovale in un cantiere abusivo, non combatte più contro vampiri e altre entità sovrannaturali, ma contro turni di lavoro sfibranti e capicantiere tirannici. Vergy, il compagno di tante disavventure, arriva in suo soccorso con una proposta che, vista la situazione, non si può rifiutare: fare da guardie del corpo a un ricco turista italiano in un nuovo parco a tema ispirato all’opera lovecraftiana “La maschera di Innsmouth”, un incarico ben pagato e che, una volta tanto, sembra facile da portare a termine. Ma come Claudio ha imparato in tanti anni di esperienza sul campo, quando una cosa sembra facile, la sfortuna è dietro l’angolo. E infatti Lovacraft Innsmouth nasconde molti inquietanti segreti, tra attori in costume sospettosamente realistici, strane attività che avvengono lontane dagli occhi dei turisti e il dubbio che l’opera del “Solitario di Providence” non sia tutta frutto della sua fiorente immaginazione. Spetterà a Claudio e Vergy il compito di indagare e portare alla luce la verità di Lovecraft Innsmouth.

Inutile girarci intorno: la recensione che vi porto oggi esce fuori tempo massimo. Sarebbe dovuta uscire almeno un anno fa, e se non si fosse trattato di un altro tassello delle avventure dello scoppiettante duo di Claudio e Vergy avrei preferito non parlarne affatto. Il mio scopo con queste recensioni non è soltanto quello di farvi conoscere il meglio della narrativa fantastica italiana che scovo durante le mie ricerche, ma anche di spronarvi a leggere questi libri per farvi capire che la proposta italiana non è quella terra desolata abitata da scalzacani amatoriali, tutti riassuntoni, frasi pompose e luoghi comuni. Il problema è che Lovecraft Innsmouth è una pubblicazione di Dunwich Edizioni, una casa editrice che un anno fa circa (forse anche di più, perdonate la mia memoria) ha chiuso definitivamente i battenti e messo in svendita tutto il suo catalogo, col risultato che oggi come oggi rimediare una copia dei loro libri può rivelarsi un impresa degna di un cercatore di tesori (leggasi, approdare nel circuito dell’usato e incrociare le dita).

Una maledizione che purtroppo sembra perseguitare l’autore, la nostra vecchia conoscenza Claudio Vergnani, che già con la Trilogia dei Vampiri nata tra le pagine di Gargoyle Books si è visto negare la possibilità di accedere a un nuovo bacino di lettori proprio ora che la sua fanbase conta tra le sue fila moltissimi membri. Claudio, so che leggerai questa recensione e siamo abbastanza in confidenza da permettermi di darti questo consiglio: i tempi sono abbastanza maturi per tentare il colpaccio con qualche editore mainstream…

Ma torniamo al libro di oggi, perché Lovecraft Innsmouth è un capitolo della sua saga che merita di essere riscoperto, e che si distingue da tutti gli altri per una caratteristica particolare: è il primo che prende le distanze dalla tipica cornice decadente italiana per volare oltreoceano in una location inedita e fortemente basata sull’immaginario creato il secolo scorso da H.P.Lovecraft.

Soffermiamoci su questo punto ora, perché di opere più o meno ispirate a quell’immaginario se ne potrebbe fare un’enciclopedia, tra quelle che riprendono alcune regole di base per fare poi di testa loro, come NightBird, a quelle più strettamente legate a quei codici, come Mytilus Dei. In questo caso Lovecraft Innsmouth fa un lavoro di ricostruzione ancora più accurato, dimostrando anche l’accurato lavoro di ricerca fatto dall’autore, e si fonda sulla struttura di La maschera di Innsmouth, una delle opere più famose di Lovecraft. Per essere più precisi, si divide in due segmenti facilmente riconoscibili anche dal lettore più consumista e disattento.

Il primo è a tutti gli effetti una ricostruzione molto fedele del racconto originale, con location e svolgimento quasi identico a quanto letto nel racconto originale, contaminato solo dalla presenza di Claudio e Vergy, che non disdegnano in più occasioni di mettere alla berlina Lovecraft e il suo immaginario, facendone una vera e proprio parodia che vi farà ridere fino a star male. Questo primo segmento del romanzo era anche partito come novella breve, edita sempre da Dunwich Edizioni ed espansa solo in seguito nel libro che stiamo analizzando.

Il secondo segmento, più lungo, torna invece sugli schemi narrativi più classici delle avventure di Claudio e Vergy, con i nostri impegnati in una missione di salvataggio apparentemente impossibile e portata avanti alla mannaggia la miseria (una delle loro frasi più iconiche e anche la mia preferita dai tempi della Trilogia). Qui, però, voglio commentarvi proprio lo svolgimento della vicenda, che ho molto apprezzato per il fatto che, rispetto al tipico modus operandi di Vergnani, fatto di una struttura “episodica” (e che ho molto sofferto nel suo ultimo romanzo, quel Il sangue non basta su cui avevo riposta grandi aspettative, ma che mi ha lasciato parzialmente deluso), stavolta aderisce bene a quella che deve essere la suddivisione di un classico arco narrativo, con un primo atto di presentazione, uno centrale di svolgimento, e un terzo atto adrenalinico che chiude la vicenda e risponde alle domande che sono sorte durante la lettura.

Anche lo stile risulta più conciso rispetto ai precedenti capitoli della saga, con alcuni momenti di prolungata riflessione da parte di Claudio e di monologhi deliranti e logorroici da parte di Vergy, che però sono in entrambi i casi parte della caratterizzazione dei personaggi e pertanto accettabili.

Le idee abbondonano e, come ho già accennato in partenza, l’autore ha fatto un lavoro notevole per rispettare il materiale di partenza senza rinunciare ai suoi tratti caratteristici, e i nuovi personaggi, Franco e Mariko, che affiancheranno i nostri (oltre ai villain di turno che non vi anticipo), godono di una caratterizzazione che non li farebbe sfigurare come protagonisti. Ormai è chiaro che, malgrado i suoi difetti, Claudio Vergnani non sbaglia un colpo quando si tratta di personaggi.

Avrete notato che stavolta non mi sono accanito come mio solito sui problemi del libro, perché in effetti Lovecraft Innsmouth rispetta meglio che mai i parametri che di solito valuto quando devo decidere se scrivere o meno una recensione, e anche se altri capitoli della saga hanno goduto di picchi di epicità, dramma e catarsi con i personaggi anche migliori di quelli che vediamo qui, stavolta da un punto di vista prettamente analitico, ci troviamo tra le mani una delle opere meglio riuscite dell’autore modenese. E pertanto, anche se il libro ora come ora risulta fuori catalogo da parecchio tempo, il mio consiglio è di fare uno sforzo e provare a recuperarne una copia.

Non conosco le dinamiche dietro alle decisioni di Claudio Vergnani nel rilasciare una nuova edizione dei suoi libri, ma mi sento di spronarlo a valutare di rispolverare Lovecraft Innsmouth (magari con le solite revisioni correttive) e rimetterlo sul mercato per il pubblico che ancora non lo ha letto. Farlo sparire dalla circolazione sarebbe un vero peccato.

LINK AL LIBRO: Lovecraft Innsmouth

 LIBRI PRECEDENTI:


IDEE: Un’ambientazione fresca e che omaggia Lovecraft, senza rinunciare agli elementi che più amiamo di Claudio Vergnani. Personaggi vecchi e nuovi sempre carismatici e interessanti. Una risoluzione della trama che può essere considerata banale, ma che funziona ed è coerente nel contesto della saga.

STILE: Drammatico, teso, ma anche irriverente quando c’è da stemperare la tensione. Alcuni momenti di riflessione e certi monologhi possono essere percepiti come lunghi, ma siamo lontani dai muri di testo visti e sofferti nei precedenti libri. La comprensione del testo è favorita dall’utilizzo di dettagli molto accurati ed evocativi, anche se alcuni termini provenienti dall’ambiente militare e da quello delle letteratura classica richiedono una cultura pre-esistente per essere colti, ma questo è un tratto caratteristico di Vergnani.

INTRECCIO: Un arco narrativo di fatto, cosa che mancava in alcuni dei suoi precedenti romanzi. I due segmenti costituiti dal contenuto della novella breve e dall’espansione si legano perfettamente tra loro nonostante si veda chiaramente dove finisce uno e inizia l’altro. Manca una vera e proprio trasformazione nei due Protagonisti e si ha l’impressione che questo capitolo non avrà alcun impatto sulle loro vicende future.

VOTO SOGGETTIVO: È stata una lettura molto piacevole, con alcune frasi che, dopo averle lette, non me le sono più tolte di testa. La cosa divertente è che la prima volta che l’ho letto non mi ha dato la stessa impressione positiva, e non mi so spiegare il perché. È proprio vero che i libri andrebbero letti più di una volta.

2 pensieri riguardo “(RECENSIONE) SAGA DI CLAUDIO E VERGY – Lovecraft Innsmouth

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  1. Il solito schema usato in tutti i romanzi di Vergani: i due vengono reclutati per una missione, che poi si rivela “suicida”, ma alla fine Vergy spacca tutto e vincono i buoni. Una formula che sa già di stantío e che viene replicata in ogni libro che scrive. In più, ridere alle sue battute di bassissima lega è diventato impossibile.

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